Marco

Marco - VocePentecostale

II mio nome è Marco e nasco nel 1966. Vi scrivo per farvi sapere qual era il tipo di vita che ho vissuto fino a quando ho incontrato la risposta ai miei infiniti problemi esistenziali.

Sono nato in una famiglia dove non mi è mai mancato nulla, malgrado ciò' però, nella mia vita sembrava che mancasse qualche cosa.Questo qualcosa lo cercai nelle varie possibilità' offertemi da questo mondo: le amicizie, le ragazze, i divertimenti, i soldi. Eppure tutto questo non soddisfaceva quel profondo vuoto che avevo nel mio cuore. Fu proprio per questo motivo che cominciai all’età di 15-15 anni a fare le prime esperienze di droghe quali l'hashish, credendo che tutto ciò' potesse portare nella mia vita un po' di soddisfazione. Con il passare degli anni però, caddi nelle droghe più' pesanti quali l'eroina e la cocaina. Ne ero così incatenato al punto che dovevo procurarmela ogni giorno. E per questo motivo mi ritrovai a rubare, a stare in mezzo alla strada e ad avere perfino problemi con la giustizia. Dopo diversi anni, mi resi conto che non potevo più' continuare in questa maniera. Fu proprio lì che maturai l'intenzione di venirne fuori. Provai con tutte le mie forze ma invano. Sotto consiglio, andai in alcune comunità' quali Don Pierino e Don Picchi. Nonostante tutto, non riuscivo mai a terminare il loro programma terapeutico. La mia disperazione era arrivava al limite del suicidio. Fu allora che incontrai un ragazzo il quale mi raccontò che Diolo aveva liberato dalla droga e che se avessi voluto, Io avrebbe fatto anche per me. Così cominciai a cercare Dio nelle varie religioni. Ma tutto questo mi sembrava uno sforzo al di là delle mie capacità umane. Un giorno decisi di andare con mia madre nella comunità' cristiana frequentata da quel ragazzo dove si sarebbero presi cura di me portandomi in un loro centro di disintossicazione. Per me però fu un'ennesima sconfitta perché' decisi dove un breve tempo di permanenza di non continuare il loro programma. Allo stesso tempo, conobbi una ragazza speciale la quale mi aiutò a rimanere un anno senza bucarmi, cosa che non ero mai riuscito a fare prima. In quel periodo relativamente tranquillo (1994) i medici del SAT (Servizio Assistenza Tossicodipendenti) che mi prescrivevano il metadone mi dissero che nel frattempo ero diventato siero-positivo. Quella notizia fu per me la mia condanna a morte ma non per Dio che aveva altri piani per la mia vita. Sotto suggerimento di mia madre, venni a conoscenza di un raduno di preghiera per i malati presieduto da un ministro di culto cristiano, tale Pablo Nervegna, il quale pregò per me affinché' Dio mi guarisse. Disperato, mi afferrai con fede a quelle parole. Nei controlli successivi fu evidenziata l'effettiva guarigione, confermata da ulteriori accertamenti. L'equipe medica rimase talmente sbigottita che non seppe darsi una spiegazione dal punto di vista medico. Ringraziai Dio per questo ma quello di cui più' avevo bisogno e con cui ogni giorno mi ritrovavo a combattere era questa continua ribellione che dentro di me mi spingeva a compiere il male al punto che mi ritrovai di nuovo a drogarmi.

Ma un bel giorno questo Dio si presentò, nella mia vita. E fu proprio il 13 aprile 1995 - come potrei mai dimenticare questa data - ero solo in casa quando fui avvolto da una sensazione di benessere inspiegabile a parole umane che ebbi la certezza che una presenza era lì con me in quel momento. Mi sentii letteralmente conquistato da un amore indescrivibile, che tutti quei pesi, le pene, i dolori, e le sensazioni di malessere che fino ad allora avevano fatto parte della mia vita sparirono da me al punto che non mi riconobbi più' per quella persona che ero. Fu lì che chiesi a quale tipo di entità' io dovevo rendere grazie per tutto quello che stavo sperimentando in quel momento. Che una visione comparve dinanzi ai miei occhi e in quella visione vidi il volto sofferente del Signore Gesù' Cristo che si era completamente immedesimato con la mia sofferenza. Mi disse: "IO STO DENTRO OGNUNO DI VOI". Dopodiché' scomparve ma quell'amore, quel benessere, quella pace, quella completa liberazione rimase dentro di me fino al giorno di oggi, al punto che tornai in camera dove custodivo tutte le mie droghe che fino ad allora mi avevano tenuto schiavo. Ne ebbi il più' nauseante rifiuto che me ne sbarazzai per sempre. Oggi posso ringraziare Dio per tutto questo ma quello per cui più' lo voglio ringraziare non è tanto il miracolo fisico della guarigione dall' AIDS ma quello di aver avuto la più' completa certezza che Gesù' è l'unica, vera, perfetta risposta ai problemi dell'uomo. In risposta a questo, la mia vita oggi è completamente dedicata a proclamare il messaggio della resurrezione del Signore Gesù' Cristo, l'Iddio che vive da sempre.

Gesù' disse in Luca 4:18-19: Lo Spirito del Signore e ' sopra di me perché mi

ha unto per evangelizzare i poveri, ...per proclamare la liberazione ai prigionieri…e per rimettere in libertà gli oppressi"

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