Luisa

Luisa - VocePentecostale

Nel 1967 non conoscevo ancora il Signore: vivevo la mia vita nel buio, come tutti coloro che non sanno ancora la Verità, proprio perché ero lontana da essa.

Così non seppi riconoscere ciò che il Signore mi volle dire attraverso mio figlio Massimo. Era una mattina gelida di gennaio quando il bambino, alzatosi dal letto, venne da me tutto gioioso, con in viso un'espressione che non gli conoscevo e con voce squillante mi disse: "Mamma, ho sognato Gesù!" 

C'erano strade d'oro e fiumi di cristallo e ci abitavamo io, te e Danilo, ma poi tu e Danilo siete venuti via".  

E' vero, io non capivo il significato di tutto questo ma, durante la giornata, le parole del sogno mi tornarono in mente. Il bambino sembrava avere una carica mista di felicità, gioia e pace che traspariva dal suo volto. Fu instancabile quel giorno, quel suo ultimo giorno di vita, sì, perché quel giorno, mio figlio, cessò di vivere. 

 Passarono parecchi anni prima che conoscessi il Signore: furono anni colmi di dolore e rimpianto. Unico mio sfogo era inveire contro Dio, addossandoGli la responsabilità della mia sofferenza perché non riuscivo ad accettare quella morte improvvisa. Conseguenza di tutto ciò erano esaurimenti e depressioni, ma io, anziché cercare forza nel Signore, Lo accusavo di ingiustizia. 

L'unica mia consolazione erano le parole del sogno di mio figlio. Esse mi risuonavano nelle orecchie, nitide come se le avesse pronunciate in quel momento e sentivo che in quelle parole c'era un messaggio per me, ma non capivo. Queste parole mi davano tanta forza e fu proprio attraverso questo sogno che l'altro mio figlio, Danilo, conobbe il Signore. 

Attraverso un credente la Buona Novella giunse pure a me. Con molta semplicità mi parlarono di Gesù ed io Lo accettai nel mio cuore, Gli chiesi di liberarmi dal peso che mi opprimeva ed Egli lo fece: ora posso dire con franchezza che mi sollevò da tutti i pesi che mi opprimevano e finalmente capii le parole del sogno. 

Ringrazio il Signore per il Suo infinito amore, per come ha preso per mano mio figlio Massimo facendogli vedere dove lo portava e che attraverso questo dolore potessi accettare la Via della Verità e riconoscerLo non come un nemico, ma come un Amico fedele.   

                              Luisa Neri

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